martedì 26 aprile 2011

Uso e abuso di alcool nella relazione Istat.

Il consumo di alcol
La quota di persone di 14 anni e più che bevono alcolici, stabile intorno al 70% negli ultimi 10 anni, nel 2010 è scesa al 67,6%, soprattutto per il calo dei consumatori occasionali (dal 42,5% del 2009 al 40,5% del 2010).

Si beve sempre di più fuori dai pasti

Prosegue, inoltre, il cambiamento di lungo periodo del modello di consumo tradizionale, basato sulla consuetudine di bere giornalmente vino durante i pasti. Quote crescenti di popolazione, infatti, bevono alcolici al di fuori dai pasti e aumenta il consumo non quotidiano. Il cambiamento è ancora più evidente tra le donne: infatti, tra il 2000 e il 2010 il numero di donne che consuma bevande alcoliche fuori dai pasti registra un incremento del 25,1% (contro il 15% dei maschi), mentre decresce del 17,4% (contro il -11,8% dei maschi) quello di consumatrici giornaliere. Il cambiamento nel modello di consumo risulta più evidente tra i giovani di 14-24 anni e gli adulti fino a 44 anni, soprattutto donne.
Il cambiamento di abitudini riguarda non soltanto la frequenza e le circostanze di consumo, ma anche il tipo di bevande consumate. Diminuisce chi consuma solo vino e birra e aumenta chi consuma anche altri alcolici, come aperitivi, amari e superalcolici. I cambiamenti nel tipo di bevanda assunta riguardano i giovani fino a 24 anni e, in misura minore, gli adulti di 25-44 anni. Non solo cresce tra i giovani il consumo di alcolici fuori pasto, ma, dal 2003, la quota di coloro che sono coinvolti nel binge drinking (il consumo di sei o più bicchieri di bevande alcoliche in un’unica occasione) è ormai un dato stabile. Particolarmente a rischio sono i minorenni, in quanto la capacità di metabolizzare adeguatamente l’alcol dipende anche dallo sviluppo fisico complessivo. Anche se i cambiamenti in atto nelle modalità di consumo dei giovani sono più evidenti tra i 18-24 anni, non va sottovalutata la forte crescita del consumo di alcol fuori pasto tra gli adolescenti: se nel 2000 consumava alcolici fuori pasto il 14,5% dei 14-17enni, nel 2010 la quota si attesta al 16,9%. Il consumo di alcol fuori pasto cresce maggiormente per le ragazze (dal 12,2% al 14,6%), ma rimane più diffuso tra i maschi, per i quali passa dal 16,8% al 19,1%.

Differenze di genere e territoriali
Nel 2010 il 65,7% della popolazione di 11 anni e più (35 milioni e 261 mila persone) ha consumato almeno una bevanda alcolica nell’anno. Il 26,3% (14 milioni e 126 mila persone) beve almeno un tipo di bevanda alcolica al giorno.

Otto uomini su dieci consumano alcol
Molto elevate sono le differenze di genere, considerando che il 78,9% degli uomini di 11 anni e più
consuma alcol, in particolare vino, birra e altri alcolici come aperitivi, amari e superalcolici, mentre le donne consumatrici sono il 53,4%: anche per loro il vino è la bevanda alcolica più diffusa, seguita da birra e altri alcolici.
I consumatori giornalieri di alcol scelgono prevalentemente il vino: il 35,3% degli uomini e il 13,7% delle donne. Per la birra le percentuali scendono rispettivamente al 7,5% e all’1,3%. Residuale è il consumo quotidiano degli altri tipi di alcolici (1,4% dei maschi e 0,2% delle femmine). Il consumo di alcol riguarda soprattutto gli adulti. In particolare, nella popolazione tra i 25 e i 74 anni circa tre persone su quattro dichiarano di aver consumato alcol nell’anno considerato. Tra gli uomini la quota è almeno pari all’81%, mentre per le donne non supera il 60%. Rilevante appare la quota dei ragazzi di 11-15 anni che ha assunto alcolici negli ultimi 12 mesi: 15,2% dei maschi e 12% delle femmine. Già a partire dai 18-19 anni i valori di consumo sono prossimi alla media della popolazione (76% dei maschi e 59,8% delle femmine).
Il consumo giornaliero cresce fortemente all’aumentare dell’età: tra i minorenni è dell’1,6% per i maschi e sotto lo 0,9% tra le femmine, cresce progressivamente e raggiunge il massimo tra i 60- 74 anni, con percentuali intorno al 59% per gli uomini e al 24% per le donne.

Al Nord-est il consumo più forte di alcol
A livello territoriale, il consumo di alcol è più diffuso nel Centro-nord, soprattutto nel Nord-est, in particolare tra i maschi. In modo analogo si distribuiscono i consumatori giornalieri, con una quota nel Nord-est del 28,6%. Considerando l’ampiezza demografica dei comuni, sia la quote di consumatori nell’anno, sia quella dei consumatori giornalieri sono più alte nei piccoli comuni fino a 2 mila abitanti. Tra le persone di 25 anni e oltre, la quota di consumatori nell’anno di bevande alcoliche aumenta al crescere del titolo di studio. Ciò avviene soprattutto per le donne: se tra quelle con al massimo la licenza elementare il 45% consuma alcol, per le laureate la quota raggiunge il 68,9%. Le differenze di genere, pur permanendo, diminuiscono all’aumentare del titolo di studio. Andamento inverso ha, invece, quello del consumo quotidiano, che risulta crescente al diminuire del titolo di studio, sia per gli uomini, che tra le donne.

Un uomo su due consuma alcol anche fuori dai pasti
L’abitudine di consumare bevande alcoliche al di fuori dai pasti riguarda 13 milioni e 430 mila persone di 11 anni e più. Vi sono evidenti differenze di genere: poco meno di un uomo su due consuma alcol anche fuori dal pasto (46,7%), mentre per le donne la proporzione scende a circa una su quattro (26,9%). Considerando le classi d’età, le differenze di genere sono minime tra i giovani fino a 24 anni, crescono rapidamente con l’età e arrivano al massimo tra i 60-64enni (38% per gli uomini contro 13,8% per le donne). A livello territoriale, la quota maggiore di consumatori fuori pasto è del 57,8% per gli uomini residenti nel Nord-est, con picchi di circa il 70% in Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia. Per le donne, la maggiore diffusione si ha sempre nel Nord-est (33,4%), con un picco del 46,7% in Trentino-Alto Adige. Inoltre, il consumo fuori pasto risulta più diffuso nei piccoli comuni tra 2mila e 10mila abitanti, dove interessa il 52,2% tra gli uomini e il 29,1% tra le donne.
La quota di coloro che consumano alcolici fuori dal pasto cresce con il titolo di studio, sia per gli uomini che per le donne, ma per queste ultime il divario è maggiore: il rapporto tra le meno istruite (10,5%) e le laureate (36,1%) è quasi di uno a quattro.

I comportamenti a rischio
Per valutare il grado di rischio connesso all’assunzione di bevande alcoliche, vengono presi in considerazione il consumo giornaliero non moderato1 di vino, birra o altri alcolici, gli episodi di ubriacatura concentrati in singole occasioni (binge drinking), che comportano comunque un’assunzione di quantità eccessive di alcol e il consumo di alcolici dei ragazzi da 11 a 15 anni.

Più di otto milioni i bevitori “non moderati”
Nel 2010 le persone di 11 anni e più con almeno un comportamento a rischio sono 8 milioni e 624
mila, di cui 6 milioni e 589 mila maschi e 2 milioni 36 mila femmine. Il consumo giornaliero non moderato riguarda il 14,3% degli uomini e il 3,6% delle donne. Il binge drinking riguarda il 13,4% degli uomini e il 3,5% delle donne.
Le fasce di popolazione in cui i comportamenti a rischio sono più diffusi sono gli anziani di 65 anni e più (il 44,3% degli uomini contro l’11,4% delle donne), i giovani di 18-24 anni (il 24,6% dei maschi e 10% delle femmine) e gli adolescenti di 11-17 anni (il 14,5% dei maschi e il 10,2% delle
femmine). Il modello di consumo degli anziani è di tipo essenzialmente tradizionale, caratterizzato cioè dal bere vino durante i pasti. Per questo motivo, in queste fasce di popolazione il tipo prevalente di comportamento a rischio è pressoché coincidente con un consumo giornaliero non moderato, soprattutto durante il pasto (63,7% degli uomini e 83,9% delle donne). La presenza molto elevata di anziani tra i consumatori a rischio va anche messa in relazione alla possibile ignoranza da parte di questo segmento di popolazione della quantità di alcol da consumare senza incorrere in rischi per la salute. Gli anziani probabilmente mantengono comportamenti acquisiti nel corso della vita, non consapevoli degli aumentati rischi per la salute all’avanzare dell’età. Infatti, le unità alcol considerate a rischio sono superiori alle 4 per i maschi e superiori alle 2 per le femmine fino a 64 anni, e si abbassano a più di 1 dai 65 anni in poi. È comunque importante sottolineare il trend discendente che si osserva negli ultimi anni della quota di popolazione di 65 anni e più con un consumo giornaliero non moderato di bevande alcoliche (più di 1 unità al giorno). Infatti, tra il 2003 e il 2010 tale quota passa dal 49,8% al 44,3% per gli uomini di 65 anni e più e dal 13% all’11,4% per le donne della stessa età.
I giovani di 18-24 anni rappresentano il segmento di popolazione, dopo gli anziani, in cui la diffusione di comportamenti a rischio è più alta. In particolare, il modello di consumo dei giovani vede un elevato peso del binge drinking (23,3% dei maschi e 9,9% delle femmine), che
rappresenta la quasi totalità del rischio complessivo.
L’Oms raccomanda la totale astensione dal consumo di alcol fino ai 15 anni: per questo, nei giovani di 11-15 anni viene considerato un comportamento a rischio il consumo anche di una sola bevanda alcolica durante l’anno. In quest’ottica, le quote di popolazione a rischio sono molto rilevanti e con differenze di genere meno evidenti che nel resto della popolazione: tali quote, infatti, sono pari al 15,2% dei maschi e al 12% delle femmine.
Anche tra i ragazzi di 16-17 anni il quadro della diffusione di comportamenti di consumo a rischio è piuttosto critico, interessando il 13% dei ragazzi e il 5,8% delle ragazze. Inoltre, già a questa età il binge drinking raggiunge livelli prossimi a quelli medi della popolazione. L’abitudine al consumo non moderato di bevande alcoliche da parte dei genitori, inoltre, sembra influenzare il comportamento dei figli. Infatti, è potenzialmente a rischio il 19,7% dei ragazzi di 11-17 anni che vivono in famiglie dove almeno un genitore adotta comportamenti a rischio nel consumo di bevande alcoliche, mentre tale quota scende al 14,4% tra i giovani che vivono con
genitori che non bevono o che bevono in maniera moderata.

giovedì 21 aprile 2011

Quanto costa il sale marino per il disgelo delle strade ad Avigliano?

IL RESPONSABILE DEL 3° SETTORE
VISTE e richiamate le proprie determinazioni n. 317/2010 e n. 346/2010 con la quali sono
stati assunti gli impegni contabili rispettivamente della somma di € 1.188,00 e di € 1.188,00
pari a complessivi di € 2.376,00 per l’acquisto di kg. 30.000 di sale marino per il disgelo
delle strade interne e di collegamento fra le numerose frazioni di questo Comune, presso la
ditta CBM s.r.l. con sede in Cologna di Pellezzano (Sa);
VISTA
la fattura n. 235/008 del 28.12.2010 dell’importo complessivo di € 2.376,00 emessa
dalla ditta fornitrice su indicata;
ACCERTATO
che la fornitura del sale è stata regolarmente effettuata;
VISTO
il D. L.vo n. 267/2000;
D E T E R M I N A
1)-Di liquidare la fattura n. 235/008/2010 dell’importo complessivo di € 2.376,00 in favore
della ditta CBM s.r.l. per la causale di all’oggetto;
2-di imputare la spesa complessiva suddetta sull’intervento 1.08.01.02 capitolo 10181-del
bilancio -gestione residui 2010.


Quanto costa lo smaltimento rifiuti ad Avigliano?


Il responsabile del 3° settore
PREMESSO CHE
a seguito di emissione di O.P.G.R. n. 02/2010 dalla
Regione Basilicata, per fronteggiare le carenze impiantistiche per
lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani della Provincia di Potenza,
a decorrere dal 01 giugno al 30.11.2010, salvo diversa disposizione,
il conferimento dei rifiuti prodotti in questo Comune deve avvenire
presso l’apposita area di trasferenza ubicata in località Aia dei
Monaci del Comune di Tito gestita dalla Società B & B ECO s.r.l.;
RITENUTA
la necessità di assumere l’impegno contabile della spesa
complessiva di € 175.000,00 di cui € 160.000,00 per il conferimento
dei rifiuti ed € 15.000,00 per tassa regionale sui rifiuti,riferito
al 1° trimestre 2011;
VISTO il Decreto Legislativo n. 267/2000;
D E T E R M I N A
1. di impegnare la spesa complessiva di € 175.000,00 per il
conferimento dei RSU a cura della ditta B & B Eco s.r.l.
relativo al 1° trimestre 2011, da imputare sul corrente
bilancio in via di formazione, come segue:
€ 160.000,00 sull’intervento 1.09.05.03-capitolo
13655/00
€ 15.000,00 per ecotassa, sull’intervento 1.09.05.07
capitolo 17030/00.

e prima ancora
D E T E R M I N A
1. di liquidare la fattura n. 04/2011 dell’importo complessivo di
€ 63.069,49
per il conferimento dei RSU a cura della ditta B
& B Eco s.r.l. per il mese di dicembre 2010;
2. di imputare la spesa suddetta sul bilancio-gestione residui
2010, come segue:
€ 57.504,54 sull’intervento 1.09.05.03-capitolo
13655/00
€ 5.564,95 per ecotassa, sull’intervento 1.09.05.07
capitolo 17030/00.

lunedì 18 aprile 2011

La Basilicata a "Regioni e Testimonianze d'Italia"

Nell'ambito degli eventi organizzati per le celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia è stata organizzata a Roma la mostra "Regioni e Testimonianze d'italia". Unità e diversità hanno caratterizzato la vita della Nazione. La diversità delle mille città, dei dialetti e delle culture regionali, delle scuole e delle tradizioni popolari e contemporaneamente lo sviluppo di una lingua comune, di comuni modelli culturali, dell'unitarietà delle arti visive della musica e del teatro.

La Soprintendenza archivistica per la Basilicata ha fatto parte della Segreteria scientifica del Comitato, istituito presso la Regione Basilicata, ed ha collaborato alla realizzazione della mostra.

Sono stati selezionati per la mostra i seguenti documenti:

  1. Primo sciopero del 2 aprile 1960 a Ferrandina;
  2. Visita del Ministro Colombo a Ferrandina, 10 luglio 1960;
  3. Enrico Mattei nel 1962 in Valbasento
ROMA, CASTEL SANT'ANGELO, 27 Marzo-3 Luglio 2011.

Nell'area downloads è possibile scaricare l'intero programma delle mostre previste per i 150 anni dell'Unità d'Italia.

domenica 3 aprile 2011

Milano: settimana della cultura ceca.


La settimana della cultura ceca è frutto della collaborazione del Consiglio di Zona 3 del Comune di Milano con l'Istituto Culturale Ceco, l'Ente Nazionale Ceco per il turismo e l'Associazione dei Connazionali della Repubblica Ceca di Milano.

2. - 8 aprile 2011

Il programma è stato ideato come percorso ideale tra la cultura e le tradizioni della Repubblica Ceca, spaziando da eventi culturali come la proiezione di documentari sui musicisti cechi più importanti e famosi, passando per l'esplorazione delle bellezze e delle attrazioni che il paese offre dal punto di vista turistico, fino all'esplorazione delle tradizioni culinarie in occasione della Pasqua.

Vi invitiamo quindi a prendere visione del programma e a partecipare agli eventi che abbiamo organizzato per far conoscere la Repubblica Ceca ai milanesi, che avranno l'occasione per avvicinarsi al cuore dell'Europa.

Il programma

2 aprile alle ore 15.00 presso Negozio Civico CHIAMAMILANO, Largo Corsia dei Servi, 1 (MM1 Duomo, San Babila)

UOVA COLORATE

4 aprile alle ore 19:00 presso Istituto Culturale Ceco, Via G. B. Morgagni, 20 (MM1 Lima)

DEMOCRAZIA CONTRA TOTALITARISMO

5 aprile alle ore 19:00 presso Istituto Culturale Ceco, Via G. B. Morgagni, 20 (MM1 Lima)

SERATA MUSICALE - proiezione dei film su Antonín Dvořák e Zdeněk Fibich

6 aprile alle ore 19:00 presso Sala di Consiglio di Zona 3 , Via Sansovino, 9 20133 Milano

SERATA LETTERARIA - presentazione del libro "Praga per le strade" di Filadelfo Giuliano

7 aprile alle ore 19:00 presso Sala di Consiglio di Zona 3, Via Sansovino, 9 20133 Milano

REPUBBLICA CECA - LA NUOVA META TURISTICA

8 aprile alle ore 19:00 presso Istituto Culturale Ceco, Via G. B. Morgagni, 20 (MM1 Lima)

SAPORI E TRADIZIONI DELLA PASQUA