sabato 27 febbraio 2010

Inno all'amore (vero)

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Di cosa parliamo quando parliamo d'amore?
Non solo di sesso, questo è ovvio. Altrimenti diremmo pulsione, frenesia, desiderio, possesso. E neanche ci riferiamo alla petite mort, secondo l'usata, bellissima metafora dei francesi.
No, niente "piccola morte" nell'amore. Nell'amore ricambiato tutto è vita, luce, colore, entusiasmo, rinascita. L'amore è gioia e fortuna. L'amore è liberazione dalla noia. L'amore è fragile come un papavero che una sola folata di vento scompiglia e mutila di qualche petalo. Ma l'amore è anche forte come una fede dichiarata e mostrata con la certezza della verità.
E allora, di cosa parliamo quando parliamo d'amore?
Parliamo forse di sogni. Di quei sogni arruffati che ci perseguitano ripetendosi di tanto in tanto, come se in loro albergasse la magia di un inizio, di uno svolgimento e di una fine. o di qui sogni di cui serbiamo una traccia luminosa la mattino appena svegli: ne ricordiamo i colori, alcuni volti di persone a noi care, qualcuna scomparsa nel tempo, ma così vivi e vicini in quel sogno randagio che restiamo ostinatamente a occhi chiusi sul cuscino per conservarne ancora una piccola traccia tenera e tenace, mentre la realtà del nuovo giorno ci invade.
Abbiamo provato talvolta a raccontarli questi sogni così reali da essere scambiati per destini o avvertimenti. Ma non siamo mai riusciti a rendere loro giustizia, a divulgarne l'anima come meritavano. E chi ci ascolta cerca di immaginarli senza riuscirci. Ma la colpa è nostra, se l'essenza di quel sogno sfugge a qualunque ascoltatore, se i colori sono meno vivi, i volti cari che l'hanno popolato si scolorano e sbiadiscono, diventano color seppia, come certi dagherrotipi di antiche dimore.
E allora, di cosa parliamo quando parliamo d'amore?
Parliamo, io credo, dell'essenza stessa della vita e per questo dobbiamo parlarne composti e a voce bassa. Dobbiamo raccontare l'amore solo agli intimi, senza crocifiggere l'anima dell'amore alla volgarità dei più, di tutta la folla superflua che ci circonda ogni giorno e dalla quale non riusciamo a liberarci. Non siamo abbastanza guasconi ed irriverenti per liberarci del mondo, ed è per questo che parliamo tanto a vanvera dell'amore. E quando ci capita, per caso, per miracolo, per magia, di parlare dell'amore che "move il sole e l'altre stelle" non sappiamo veramente di cosa stiamo cianciando. Stupidi che siamo!


PIETRO CALABRESE. SETTE, Settimanale del CorSera.era
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giovedì 25 febbraio 2010

Massimo Ranieri

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Teatro Smeraldo, 26 Febbraio 2010 h.20:45

mercoledì 24 febbraio 2010

Un cane sciolto

Il mio sguardo non si abbassa mai,
quando sa di aver ragione,
mette in gioco la sua libertà
senza padrone,
rischia sempre qualche cosa in più,
si ferisce, ma non cade giù,
perchè è dura da sconfiggere
la verità,
e il mio sguardo mi accompagnerà,
dove l'anima è spogliata,
prende fiato per un attimo,
e poi dilaga,
fa vibrare la coscienza chiusa in me,
trasformandosi in un cane sciolto che,
mostra i denti per difendersi da chi gli vuole fare male,
ma... la sua strada seguirà,
e non si sentirà mai stanco,
di dire tutto quello che gli brucia dentro,
e lui, lui per questo resterà,
un uomo solo un cane sciolto,
ma col suo orgoglio che non lo ha tradito, mai.
Ma il respiro della libertà,
tante volte fa paura,
come il lato indefinibile,
di un'avventura,
tutto questo un cane sciolto lo sa già,
perchè vive dell'istinto che lui ha,
e da chi ha le mani sporche
non si lascia mai accarezzare,
ma... la sua strada seguirà,
e non si sentirà mai stanco,
di dire tutto quello che gli brucia dentro,
e lui, lui per questo resterà,
un uomo solo un cane sciolto,
ma col suo orgoglio che non lo ha tradito,
e... anch'io la mia strada seguirò,
e proprio come un cane sciolto,
avrò rispetto del mio orgoglio,
che non tradirò, perchè non mi ha tradito mai,
perchè non l'ho tradito.

Franco Fasano

giovedì 18 febbraio 2010

Contro il fumo


Il tabacco provoca più decessi di alcol, aids, droghe, incidenti stradali, omicidi e suicidi messi insieme. L’epidemia del tabacco è una delle più grandi sfide di sanità pubblica della storia.
L’OMS ha definito il
fumo di tabacco come “la più grande minaccia per la salute nella Regione Europea”.
Nel mondo i fumatori sono 650 milioni e i morti a causa del fumo sono 5.4 milioni ogni anno. Si stima che nel 2030 saranno 8 milioni. Nel 20° secolo 100 milioni di persone sono morte a causa del fumo; nel 21° secolo si stima ne moriranno 1 miliardo. Nel 2030 più dell’80% dei morti a causa del tabacco saranno nei paesi in via di sviluppo. Nei paesi dell’Unione Europea (UE) ogni anno muoiono prematuramente a causa del fumo 650.000 p
ersone (una cifra superiore alla popolazione di Malta o del Lussemburgo).
Secondo i più recenti dati della Commissione Europea, benché il numero dei fumatori nella UE sia in calo, un terzo degli europei fuma ancora. Queste persone mettono a repentaglio la loro vita e quella di quanti sono esposti al fumo passivo, tanto che, ogni anno, 19.000 europei non fumatori muoiono per effetto dell’esposizione al fumo passivo, a casa o sul luogo di lavoro.
Le morti e le malattie fumo-correlate, tuttavia, sono interamente prevedibili e prevenibili, si conosce, infatti, esattamente cosa provoca l’uso di tabacco, come e quanto uccide, cosa danneggia e come fare per evitare tutto questo.

Si stima che siano attribuibili al fumo di tabacco in Italia dalle 70.000 alle 83.000 morti l’anno.
Oltre il 25% di questi decessi è compreso tra i 35 ed i 65 anni di età.
Il tabacco è una causa nota o probabile di almeno 25 malattie, tra le quali broncopneumopatie croniche ostruttive ed altre patologie polmonari croniche, cancro del polmone e altre forme di cancro, cardiopatie, vasculopatie. La mortalità e l’incidenza per carcinoma polmonare sono in calo tra gli uomini ma in aumento nelle donne, tra le quali questa patologia ha superato abbondantemente quella del tumore allo stomaco, divenendo la terza causa di morte per patologie tumorali, dopo mammella e colon-retto.
Anche se negli ultimi 50 anni si è assistito in Italia, come in tutto il mondo occidentale, ad una gra
duale diminuzione dei fumatori, nel nostro Paese il fumo attivo rimane la principale causa di morbosità e mortalità prevenibile. Nel 2009, secondo i dati ISTAT (che fanno riferimento a oltre 60 mila interviste faccia a faccia a persone con età superiore ai 14 anni), la percentuale dei fumatori è salita al 23% (era 22,2% nel 2008) dopo 5 anni di valori stabili intorno al 22%. L’incremento ha riguardato allo stesso modo sia i maschi che le femmine. Se andiamo a vedere la prevalenza nelle varie classi di età, si nota come l’aumento maggiore ci sia stato tra i giovani adulti di età compresa tra i 25 e i 34 anni.

Telefono Verde contro il fumo
Osservatorio Fumo, Alcol e Droga
Istituto Superiore di Sanità


giovedì 11 febbraio 2010

Emergenza alcool.

36 milioni: italiani forti consumatori di alcool
9 milioni: italiani con gravi problemi di alcolismo
1,3 milioni di alcolisti in Italia fra i 18 e i 25 anni
11 anni l'età della prima assunzione di alcool
972 i morti per droga nel 2007
34mila i morti per alcool nel 2007
50% incidenti stradali dovuti all'alcool
400mila controlli alcolemia in un anno in Italia
10milioni controlli alcolemia in un anno in Francia
1 posizione alcool come causa di morte fra i 18 e i 25 anni
3 posizione alcool come causa di morte in Italia
82% alcolisti che considerano normali i propri atti
43,5% italiani che bevono regolarmente lontano dai pasti.