venerdì 10 febbraio 2012

Relazione semestrale DIA sulla Basilicata: emergenza droga ed usura





Le linee di tendenza della criminalità organizzata, nella Regione, mostrano un quadro di situazione pressochè immutato, caratterizzato dalla reiterazione di reati predatori ad opera di gruppi malavitosi provenienti dalle limitrofe province pugliesi, e dall'incremento del traffico e del consumo di droghe, che inizia a configurarsi come reale emergenza.

Le altre fattispecie di reato sono principalmente rappresentate da furti di rame, estorsioni, rapine e danneggiamenti.
Residuali sono i delitti di ricettazione e lo sfruttamento della prostituzione, ai quali seguono le crescenti violazioni in materia di gioco d'azzardo e di scommesse sportive, non autorizzate o gestite fraudolentemente. Quest'ultimo settore è in evoluzione, evidenziando la crescente diffusione di apparecchi non connessi alla rete dei concessionari uffciali e, quindi, al di fuori di ogni controllo legale.


Il notevole danno economico, tuttora in fase di quantificazione, correlato ai gravi eventi alluvionali del mese di Marzo 2011, potrebbe innescare nel settore agricolo il ricorso all'esercizio abusivo del credito ed all'usura, nonchè stimolare interessi della confinamnte criminalità organizzata, attratta dai fondi pubblici destinati al risanamento ambientale, con particolare riguardo al movimento terra.
In relazione al comparto agricolo non vanno, tra l'altro, sottovalutati i tentativi di infiltrazione nel settore della distribuzione dei prodotti, posti in essere da gruppi criminali che cercano di imporre il controllo dei prezzi, in regime monopolistico, al di fuori della libera concorrenza del mercato, come registrato nell'agro di Scanzano Jonico ed in particolare nell'ambito della locale produzione delle fragole.


In Provincia di Potenza, i molteplici provvedimenti restrittivi, emessi negli ultimi anni dal Tribunale di Potenza nei confronti dei vertici dei locali gruppi criminali, e l'apporto costruttivo dei diversi collaboratori di giustizia, sembrano aver cristallizzato l'intero scenario criminale dell'area potentina de del vulture-melfese.

Le uniche novità derivano dalle propalazioni rese da un collaboratore di giustizia in relazione all'inveterata faida che vide, a far tempo dai primissimi anni novanta, la contrapposizione tra i clan CASSOTTA e quello DELLI GATTI-PETRILLI-DI MURO culminata in barbari omicidi.
Il 13 Maggio 2011, i riscontri conseguenti a tali dichiarazioni hanno portato all'emissione della misura cautelare nei confronti di un soggetto accusato, unitamente ad altri, di essere l'esecutore materiale dell'omicidio di CASSOTTA Bruno Augusto.
Pertanto, il quadro criminale dell'area potentina e del vulturre-melfese rimane quello rassegnato nella precedente relazione semestrale.


L'analisi dei dati inerenti alla delittuosità nella provincia evidenzia una diminuzione delle rapine, degli incendi, dei danneggiamenti e dei danneggiamenti seguiti da incendio, a fronte dell'aumento degli eventi estorsivi ed usurari.


Come per la provincia di Potenza anche nel distretto di Matera non sono stati registrati delitti di matrice mafiosa. Tale stasi è, in parte, riconducibile allo stato di detenzione dei capi storici dei principali gruppi criminali, condannati a lunghe pene definitive. Gli unici, lievi, segnali di una modificazione degli equilibri criminali esistenti tra i gruppi della fascia jonica, identificati dalle famiglie SCARCIA, MITIDIERI e LOPATRIELLO, si riscontrano nell'ambito del mercato della droga, interessato dal dinamismo di nuovi gruppi criminali, come emerso dalle attività repressive concluse dalle forze di Polizia che hanno, nei primi quattro mesi del corrente anno (2011), sequestrato più di dieci chili di hashish ed attestato cinque soggetti. Le attività investigative hanno permesso di accertare che lo stupefacente sequestrato non era destinato al solo mercato materano, ma anche alla sottostante fascia jonica, ove è maggiore la concentrazione di locali pubblici ad elevata frequentazione, specie nei mesi estivi.

L'analisi dei dati della delittuosità della provincia evidenzia, pur nell'ambito di una sostanziale uniformità con gli andamenti del semestre scorso, il raddoppio dei reati estorsivi.


La criminalità organizzata lucana, scompaginata negli anni passati dal contrasto investigativo e giudiziario, stenta a ricompattarsi.
L'incremento che ha interessato lo spaccio ed il consumo degli stupefacenti, negli ultimi anni, risulta ascrivibile a nuovi gruppi criminali non strutturali che seguono, prevalentemente, canali di riferimento pugliesi.

2 commenti:

Marco ha detto...

Salve, potresti gentilmente postare il link diretto a tale relazione? (sul sito del ministero non e' ancora pubblicato)
Grazie.

Domenico Gianturco ha detto...

La relazione semestrale è disponibile sul sito del ministero dell'Interno al link che segue. E' quella del 2011, primo semestre. L'ultima.
http://www.interno.it/dip_ps/dia/pagine/semestrali.htm